Don Alessandro Turrina ha salutato il lago bresciano e si prepara alla nuova missione in Valpolicella, dove lo attende l’incarico di parroco dell’unità pastorale di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Gargagnago, Monte e San Giorgio. Il suo ingresso ufficiale nella nuova comunità sarà sabato 23 settembre alle 18 nella chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio.
Prima di partire per una breve vacanza rigenerante, lunedì scorso don Turrina ha salutato la comunità di Colombare (Sirmione), dove ha risieduto negli ultimi sette anni, collaborando con le 24 parrocchie del vicariato foraneo del lago bresciano.
«Sette anni fa rispondendo a una chiamata del Signore – ha ricordato il sacerdote durante la Messa celebrata con i sacerdoti del lago, davanti a uno squadrone di adolescenti e giovani – ho accolto l’invito del nostro vescovo a venire a Colombare, un posto che non conoscevo, dove ho iniziato a costruire relazioni e ad approfondire tante amicizie. Sono stato mandato con una missione precisa: seguire i giovani e avvicinare le comunità del lago bresciano, periferiche rispetto a Verona. Al centro di ogni attività e iniziativa ci sono sempre state le persone, perché l’amore di Dio passa attraverso le relazioni che sappiamo coltivare, non solo nella preghiera e nella Messa».
E citando Goethe don Alessandro ha ringraziato la gente del lago, le associazioni, i parrocchiani e le amministrazioni comunali con cui ha collaborato: «Il lago è uno dei luoghi più belli della diocesi… ma la bellezza della natura non servirebbe a nulla se le persone che la abitano non fossero capaci di trasformare questa bellezza in opera d’arte. Grazie alla gente del lago per l’amicizia, perché queste relazioni mi hanno corretto con amore e aiutato a crescere».
Nella Messa di saluto don Turrina ha presentato anche il suo successore, don Emanuele Bortolazzi, che porterà avanti la pastorale giovanile nel vicariato e farà il suo ingresso ufficiale domenica 15 ottobre alle ore 17 nella chiesa di San Michele arcangelo a Rivoltella, con il nuovo parroco rivoltellese don Alberto Giusti e il curato don Enrico Danese.
«Io vado via, ma il vescovo investe ancora di più affinché la pastorale continui con ancora più frutti e nuove sfide. Don Emanuele e don Enrico porteranno avanti il cammino di evangelizzazione nel vicariato». In questi anni, ricorda ancora don Alessandro, «ho lavorato per creare collaborazioni forti con il territorio. Questo processo è poi sfociato in una ricerca sociologica che ha coinvolto oltre mille ragazzi per evidenziare le necessità del Garda. Da quel lavoro abbiamo poi creato una rete di collaborazioni sfociate in incontri con parrocchie, enti comunali e mondo dello sport». Tante le iniziative interparrocchiali organizzate in questi anni nell’ambito della pastorale giovanile: grest e campiscuola vicariali, gmg diocesana, eventi “face to face” ed “happiness party”, “messe giò” per adolescenti e giovani, vacanze invernali e ora il nuovo cantiere giovani a Sirmione. «L’incontro con i ragazzi – conclude don Alessandro Turrina – mi ha umanamente insegnato molto: da loro dovremmo partire per edificare la società di domani».
Francesca Gardenato
Articolo sul settimanale diocesano Verona Fedele, del 20.09.2017









